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Employer Branding cos’è: tutto quello che devi sapere

Il trend in crescita dell’Employer Branding

L’Employer Branding negli ultimi anni ha assunto grande rilevanza, uscendo dai reparti di risorse umane ed entrando in sinergia con altre unità aziendali, in primis quella di marketing e comunicazione.

Il motivo principale è uno: la difficoltà nelle assunzioni. Un trend amplificato dal periodo pandemico in corso.

Secondo un sondaggio effettuato da Universum, su 49 paesi della WMAE (World’s Most Attractive Employers), una lista di aziende identificate come le più attrattive al mondo dalle dodici economie mondiali più grandi, con il covid-19 i tassi di disoccupazione hanno toccato percentuali mai viste prima.

Considerato ciò, si potrebbe pensare che le aziende hanno così più libertà nella scelta delle persone da assumere. E invece… esattamente il contrario.

Le imprese trovano sempre più difficile il processo di recruiting e assunzione di nuovo personale.

Attirare nuovi talenti in questo clima è diventata una vera sfida. Che non dipende esclusivamente dall’operato dei talent leader, ma trova il suo punto di svolta negli investimenti in strategie di posizionamento, marketing e comunicazione.

Ecco, quindi perché dobbiamo iniziare a considera in maniera seria il tema dell’Employer Branding.

Employer Branding cos’è

Il termine Employer Branding (“employer”, tradotto datore di lavoro, “brand”, tradotto marca) è un termine che non ha una definizione specifica.

Tuttavia, se dovessimo accostarla a una frase per comprendere il suo significato potremmo dire che:

“L’Employer Branding è l’insieme delle percezioni che suscita il datore di lavoro, e più in generale l’azienda e i suoi processi, nella mente degli stakeholder (portatori di interesse) ai quali si rivolge, come le nuove potenziali risorse che verranno assunte”.

Dunque, possiamo capire da questa prima spiegazione, come c’è un collegamento diretto tra marca e il nuovo personale, che contribuisce a creare il giusto feeling tra l’azienda e i candidati.

Questo, se ci pensi, non è altro che il marketing e la comunicazione applicati al processo di recruitment e di selezione dei talenti.

Creare affinità tra nuovi dipendenti e l’azienda, significa posizionare il proprio brand nella mente del nostro pubblico target, ovvero i nuovi talenti.

Vuoi sapere come creare il tuo posizionamento in maniera unica? Scopri il metodo Brand Focus e contattaci.

Perché investire sul tuo Employer Branding: 16 vantaggi

I benefici che la tua azienda avrà nell’investire sulla creazione e promozione dell’Employer Branding sono diversi.

Di seguito ti elenco i principali:

  • migliorare il tuo brand e la tua awareness (notorietà e reputazione);
  • rendere coerente la tua identità aziendale online;
  • diventare un magnete per giovani talenti;
  • emergere e distinguerti dalla concorrenza;
  • ottenere più candidature;
  • velocizzare il processo di recruiting;
  • avere più candidati di alta qualità;
  • aumentare l’engagement online dei tuoi candidati;
  • incrementare l’autorevolezza del proprio Employer Brand;
  • costruire un legame di fiducia con i candidati attuali;
  • aumentare il commitment, ovvero l’impegno che i tuoi candidati dimostrano;
  • incrementare l’employee engagement, ossia il grado di coinvolgimento dei dipendenti con la cultura aziendale;
  • ottimizzare il processo di talent acquisition, per la ricerca e acquisizione di personale qualificato;
  • abbassare il tasso di turnover del personale;
  • aumentare la percentuale di retention, ovvero di quando un dipendente rimane in azienda;
  • aumentera il referral rate, ossia il numero di portali online del tuo settore che ti citeranno come un caso studio di successo dalla quale prendere spunto.

Cosa cercano i candidati nelle aziende

Ora che sai quali sono i vantaggi, sarai curioso/a di conoscere i fattori che i potenziali dipendenti tengono più in considerazione all’interno del loro processo di scelta.

Di seguito, trovi un infografica che riporta l’elenco dei fattori e le relative percentuali.

fonte “Employer Brand Research 2021” – Randstad

Employer Branding Strategy: come costruirla

Per costruire la tua Employer Branding Strategy (o Strategia di Employer Branding), è necessario passare per determinati step e utilizzare specifici strumenti

Vediamo il processo insieme.

Definisci il tuo Brand Positioning

Questo step sta alla base di tutto, non solo per questo tipo di strategia. Il Brand Positioning è il pilastro su cui si fonda la tua organizzazione (di questo tema ne parliamo in maniera più approfondita nell’articolo che trovi qui).

Quindi, se non sai qual è il tuo posizionamento, non ha senso neanche impostare una strategia di Employer Branding.

Clicca qui, per sapere come individuarlo in maniera efficace.

Definisci i tuoi obiettivi e traguardi

Una volta trovato il posizionamento, datti un obiettivo per valutare i risultati della tua strategia. Crea dei traguardi specifici e temporali, senza dare spazio alla vaghezza.

Alcuni obiettivi da tenere in considerazione come punto di partenza possono essere:

  • ricevere più candidature;
  • avere candidati di alta qualità;
  • migliorare la tua reputazione online e offline;
  • costruire un legame di fiducia con i candidati attuali.

Identifica la tua Employee Persona

Individuato l’obiettivo da raggiungere, è indispensabile creare la tua Employee Persona, ovvero il/la candidato/a tipo che vorresti ricoprisse il ruolo che stai cercando per la tua azienda.

Di seguito di riporto un modello da tenere come punto di partenza.

fonte confimprese.it

Identifica la tua Employee Value Proposition (EVP)

La EVP racchiude quella serie di elementi per i quali la tua azienda si distingue sul mercato. 

Sono gli aspetti unici che vuoi trasmettere e sui quali fai affidamento.

Poniti queste domande per aiutarti:

  • Sai il reale motivo per cui i tuoi dipendenti ti hanno scelto?
  • Sai cosa piace e cosa non piace della tua azienda o di te come datore di lavoro?
  • Conosci il motivo che fa affezionare i tuoi attuali dipendenti al brand?

Oltre a rispondere a questi interrogativi, aiutati con quest’altro template per individuare la tua EVP.

fonte confimprese.it

Stabilisci i canali di promozione

Ora devi decidere quali canali presidiare per comunicare la tua strategia di Employer Branding.

Parti da LinkedIn come fonte di traffico e di promozione. Crea la tua pagina aziendale ben ottimizzata, così otterrai più visibilità dalla piattaforma.

Ma non limitarti solo a questo media. Presidia anche altri canali come Instagram, Facebook, TikTok, Pinterest per avere più punti di contatto con la tua Employee Persona.

Utilizza anche contenuti come blog post, podcast e/o video, per approfondire un determinato tema.

Creare un piano editoriale di contenuti

“Cosa devo comunicare?” ti starei chiedendo.

Facile, inizia a fare una lista delle capacità che vorresti che il candidato avesse. Puoi anche stilare una serie di tematiche che stanno a cuore alla tua azienda o di valori del tuo brand.

Scrivi qualsiasi cosa possa essere interessante da comunicare.

Una volta trovati i temi, imposta una strategia di Content Employer Branding, vale a dire una contenuti (testi, audio, video) che possano accompagnare il candidato lungo il suo percorso di scelta.

Misura il successo

Per concludere, prendi tutti gli insight che puoi raccogliere e stila un report su quelli che sono gli elementi che hanno performato di più e quelli che invece non hanno rispettato le aspettative.

Employer branding casi aziendali: 12 esempi da cui prendere spunto

Di seguito ti riporto alcuni contenuti creati da grandi aziende, per comunicare il proprio Employer Branding.

Il consiglio che ti do è analizzare questi video senza pensare che queste sono realtà lontane dal tuo contesto, ma chiedendoti, invece, come creare una narrazione simile utilizzando il tuo brand e i tuoi valori.

I casi studio sono: Harley-Davidson, Adidas Careers, Working at Adidas, LinkedIn, Facebook, Pixar, Rolls Royce, Adobe, Apple, Google, Volvo, Ikea.

Classifica delle migliori aziende italiane in cui lavorare

Una ricerca condotta da Great Place To Work ha individuato quali sono le migliori aziende in cui lavorare in Italia nel 2021.

L’elenco è stato stilato analizzando le risposte di 53.610 collaboratori.

Inoltre, è stata divisa la classifica in sottocategorie per numero di dipendenti.

Clicca qui per accedere alla classifica.

Fonti Citate

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