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Il content marketing per rispondere alle domande giuste

Quante volte sentiamo dire o diciamo: “Non ne vale la pena?”. Tante. Non a caso, da sempre, l’uomo ragiona in termini di utilità. È un processo naturale, istintivo. Qualsiasi decisione che ciascuno di noi prende in ogni giorno della propria vita è frutto di un “sì”, spesso implicito, a questa domanda: ne vale la pena? Eppure gran parte delle aziende comunica dimenticando totalmente questo istinto naturale, come se la comunicazione aziendale non fosse un processo, prima di tutto, umano. Questo accade ancora di più nella comunicazione digitale attraverso il content marketing, perché lo stesso aggettivo digitale allontana lo sguardo dalla giusta prospettiva: dietro lo schermo ci sono sempre e solo persone.

Le domande per produrre i contenuti giusti

E quindi non possiamo dimenticarci della domanda “ne vale la pena?” per quanto riguarda di seguire i miei canali social, di raggiungere la mia sede, di scegliere me tra tante offerte del mercato? Magari la risposta è sì, per noi, ma deve esserlo anche per i clienti: loro non lo sapranno mai se noi non lo comunichiamo. Non si tratta di una comunicazione esplicita e autoreferenziale: “noi siamo i migliori”, “noi siamo professionali”, “il nostro prodotto è il top di gamma” e così via, ma di azioni concrete.

Per questo uno dei pilastri del content marketing è creare contenuti utili che riguardino il nostro mercato, dare le risposte alle tante domande delle persone. Un punto di riferimento nella disciplina del content marketing è Alessio Beltrami fondatore di Content Marketing Italia e professore di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media presso l’Università Bicocca di Milano. Nel suo vademecum, “Come funziona il content marketing spiegato in modo semplice”, Beltrami elenca 5 domande alla base del marketing dei contenuti:

  1. Cosa stanno cercando i clienti?
  2. Cosa vogliono in questo momento?
  3. Come posso diventare l’oggetto del loro desiderio?
  4. Come posso fornire risposte complete?
  5. Come posso rendere comprensibili le informazioni del mercato che il cliente non riesce a decifrare?

L’obiettivo è creare contenuti che rispondano a queste domande. E l’informazione non è la sola cosa utile per il nostro cliente (o potenziale tale). Nello stesso libro, l’autore sottolinea come un’esigenza molto importante per i consumatori sia la rassicurazione.

Tutti noi vogliamo sentirci rassicurati: anche per questo molte persone decidono di acquistare marche molto più costose delle concorrenti a cui non danno una minima chance: la produzione di contenuti è stata così forte, strategica e profonda da fidelizzare in maniera salda il cliente.

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Il content marketing per rispondere alle domande giuste

Educare, coinvolgere e divertire con il content marketing

Siamo in un contesto in cui chiunque può cercare informazioni in ogni momento, con un semplice tocco sullo schermo: essere fuori dalle logiche comunicative significa ignorare la realtà. Bisogna fare un elenco delle esigenze delle persone (che deve essere ben messo a fuoco), perfezionare le risposte che già diamo, rispondere a quelle a cui non rispondiamo e farlo attraverso dei contenuti semplici, comprensibili e carichi di valore per cui valga la pena seguirci.

Secondo Joe Pulizzi, fondatore del Content Marketing Institute, per contenuto si intende qualsiasi tipo di informazione in grado di educare, coinvolgere o divertire. È chiaro come il focus di questa comunicazione non è sui prodotti o sui servizi che offriamo. Noi stessi, da utenti, seguiamo i brand che ci possono trasmettere qualcosa, che ci possono essere utili.

Non solo qualcosa di strettamente informativo, ma anche un’emozione, un’idea, una speranza. Insomma, il content marketing ci permette di dare le risposte giuste ai clienti che ci desiderano. Tutto questo bellissimo castello, però, può reggersi e innalzarsi solo con la costanza; non a caso il content marketing è una branca del marketing strategico.

Bisogna avere un piano editoriale chiaro, contenuti ad hoc preparati con almeno un mese di anticipo, pubblicazione puntuale e, appunto, costante. È vero, decidere di fare contenuti costa un po’ di fatica, a volte tanta, soprattutto all’inizio, ma sono le nostre stesse preferenze da consumatori, follower, clienti a confermarcelo: ne vale la pena.

Giovanni Palmisano