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Perché si chiamano “contenuti”? L’importanza della premessa nel content marketing

Che cosa si intende per contenuto? Cosa sono le sue premesse? Come spesso accade, l’etimologia e la storia della parola ci aiutano a capire. Addentiamoci nel cuore del content marketing.

Un contenuto che dev’essere… Contenuto!

Il termine “contenuto” è anche participio passato del verbo contenere, anzi il fatto che noi lo utilizziamo come sostantivo è frutto di una cristallizzazione del participio passato in sostantivo, appunto.

Allora è chiaro: il contenuto ha bisogno di una premessa. Che sia esplicita o implicita per quello che noi promettiamo alle persone, la premessa deve esserci e deve essere rispettata. E il contenuto deve essere contenuto in questa premessa. Tutto è molto lineare.

Se noi facciamo delle premesse chiare e le rispettiamo, le persone saranno soddisfatte di noi. Nessuno vuole sentirsi tradito! Ogni giorno della nostra vita cerchiamo di conoscere le premesse, cerchiamo informazioni su qualsiasi cosa prima di procedere all’azione. Ed è anche giusto che sia così.

Parliamo anche di premessa implicita, perché i contenuti molto semplici e brevi, spesso non hanno bisogno di una premessa, anzi in alcuni casi può essere deleteria: pensiamo a una notizia flash sul nostro settore, qualcosa che vogliamo subito comunicare per informare gli altri. Di certo non dobbiamo scrivere: “Adesso parleremo di una cosa appena successa a Viterbo”, ma dobbiamo subito comunicare la notizia e questo della flash news è solo un esempio su tanti.

Ma almeno le premesse implicite ci devono sempre essere, sono quelle che rappresentiamo noi: dal posizionamento del nostro brand derivano le nostre premesse implicite. I grandi brand hanno delle premesse forti e salde, loro le perseguono senza tradire le aspettative dell’audience.

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Perché si chiamano “Contenuti”? L’importanza della premessa nel Content Marketing

Che cos’è la premessa nella produzione dei contenuti

A parte i (relativamente pochi) casi che non necessitano di una premessa esplicita, gli altri non possono farne a meno, quindi all’inizio dobbiamo chiarire di cosa tratteremo in quel contenuto. Più è articolato, più devono essere articolate le premesse. Non a caso per macro-contenuti come i libri, le tesi di laurea o gli album musicali c’è addirittura un indice a fare da premessa strutturale al lavoro.

Non solo dobbiamo dire di cosa parleremo, ma dobbiamo anche far capire cosa daremo al lettore, che vantaggio pratico gli darà il nostro contenuto, perché gli può tornare utile leggere quello che scriviamo. Ad esempio, “Quanto è importante posizionare bene il tuo brand? Oggi ti daremo 3 consigli pratici per iniziare a inquadrare meglio la tua impresa” è un titolo chiaro, preciso, diretto che indica chiaramente la premessa del contenuto.

Un contenuto di valore

Solo capendo bene il nostro valore unico possiamo avvicinare i nostri clienti. Questo valore dev’essere espresso nel contenuto per trasmetterlo alle persone che ci ascoltano. Facciamolo fin dalle basi, perché la premessa è una promessa: se la rispettiamo, la gente si fiderà di noi e dei nostri contenuti.

 

Giovanni Palmisano