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Scrivere meglio in 3 minuti

LE BASI DI UNA BUONA SCRITTURA

In questo articolo analizzeremo alcuni consigli per migliorare l’efficacia della scrittura. Vedremo come rendere agevole e piacevole la lettura del pezzo: non bisogna mai appesantire il lettore.
Ci sono 3 principali aree da controllare:

  • il lessico;
  • la sintassi;
  • la struttura.

Prima di tutto, quello che avete appena letto realizza già un consiglio: usare gli elenchi puntati. Questi fanno capire di cosa si parlerà e sono molto consigliati per 2 motivi. Da una parte, il lettore ha l’impressione di non avere un grosso articolo davanti a sé, ma un articolo diviso in piccole parti. Così facendo gli avrete già risparmiato lo sforzo di dover individuare le diverse sezioni del pezzo. Dall’altra, l’elenco puntato crea subito curiosità sulla continuazione del pezzo, perché dà già un’idea di cosa verrà trattato.

Attenzione anche al numero 3: quando è possibile scegliete una divisione, un elenco, un gruppo di 3 elementi. Infatti, una divisione in 3 “parti” è solitamente più intuitiva per la mente umana. Se ci pensate siamo abituati a ragionare in maniera tripartita: sinistra, centro, destra; basso, di media altezza, alto; facile, medio, difficile. 

Chiaramente, la tripartizione non deve diventare un’ossessione e deve essere scelta solo se non danneggia il contenuto del vostro articolo.

LESSICO: LA SEMPLICITÀ È TUTT’ALTRO CHE BANALE

Oggigiorno, la gente spende sempre meno tempo per leggere un pezzo, un post, una riflessione: mediamente c’è poca voglia di sforzarsi per la lettura. Per questo motivo, non si deve fare attenzione soltanto alla lunghezza del testo, ma anche alle parole che decidiamo di utilizzare. Spesso si pensa che l’uso di parole ricercate sia un indice di buona scrittura: niente di più sbagliato. Bisogna (saper) usare parole semplici e non distanti dal lettore, laddove “semplicità” non va confusa con “banalità”.

È opportuno cercare sempre la sfumatura giusta e non fermarsi al primo termine che viene in mente. Ma le parole in italiano sono così tante che si può sempre trovare un compromesso soddisfacente tra la giusta sfumatura di significato e l’accessibilità del testo. Chiaramente è molto importante cosa, dove e per chi si sta scrivendo: se scrivete un pezzo sulla storia dell’arte, su un sito di nicchia e, quindi, per un pubblico di nicchia, dovrete usare delle parole più ricercate rispetto a un pezzo di cronaca. Così, ogni volta che bisogna utilizzare un termine tecnico (es. ematoma e non livido), non si deve utilizzare una parola più semplice che risulterebbe anche sbagliata. 

LA SINTASSI: METTICI UN PUNTO

Se per la prima area si è parlato di parole semplici, questa volta parliamo di sintassi semplice. Prima di tutto, cercate di scrivere massimo 24 parole in un periodo, e sottolineiamo l’avverbio “massimo”. Inoltre, se prima avete scritto un periodo da 20 parole, è sconsigliato scriverne uno altrettanto lungo subito dopo.

I punti fermi sono un aiuto fondamentale per chi legge: esauriscono il concetto e fermano la trama del periodo dando sollievo al lettore. Anche qui, bisogna sempre stare attenti al contesto: un articolo più di nicchia, più ricercato può avere diverse eccezioni a questa regola. Il motivo è semplice: se il lettore è particolarmente interessato a quell’argomento e a quel pezzo, è disposto a leggere un lessico più ricercato e dei periodi più lunghi.

Anche se non stiamo scrivendo un articolo “di nicchia” la regola delle 24 parole può essere derogata qualora farlo sia indispensabile per trasmettere il contenuto del testo. Il consiglio è quello di usare il più possibile periodi brevi e semplici.

Ma non è solo un discorso di quantità. Infatti, rientra nella sintassi anche l’articolazione dei periodi: cercate di ridurre al minimo le proposizioni subrodinate, le frasi passive, i gerundi e i participi. L’utilizzo dei punti fermi vi aiuterà ad evitare inutili complicazioni.

Tutti questi elementi, infatti, allontanano il lettore da una comprensione rapida del testo e rendono la lettura più macchinosa. Sicuramente “Marco ha letto un libro” è più intuitivo di “Un libro è stato letto da Marco”. Allo stesso modo “La lezione si è tenuta senza che lui fosse presente” è più complesso di “La lezione si è tenuta in sua assenza” e così via. Anche queste indicazioni vanno sempre interpretate in base al contenuto e al target.

LA STRUTTURA: NON MANDARE IN APNEA IL TUO LETTORE

Con questo termine facciamo riferimento all’immagine esterna dell’articolo, la forma che questo assume agli occhi del lettore. Come vedete, questo articolo è diviso in molti paragrafi. E non poteva essere diversamente! Infatti, uno degli errori più comuni e dannosi è quello di scrivere senza dividere il testo in paragrafi. Questo vale per tutto, anche per i post che scriviamo sui nostri social network: il solo vedere un testo denso, senza paragrafi, senza spazi vuoti, manda in apnea il nostro lettore. 

Dividere un testo in paragrafi è un po’ come dividere un problema in tanti piccoli problemi: la soluzione sembrerà (e sarà) molto più facile. 

Un altro consiglio che riguarda la forma del pezzo è quello di utlizzare il grassetto e il corsivo per guidare il pubblico nella lettura dei nostri articoli.

Queste erano alcune regole di base per scrivere in maniera efficace. Nel prossimo articolo parleremo della psicologia che si nasconde dietro a un testo e di come attrarre i nostri lettori partendo dai consigli di Robert Cialdini. A presto!